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The Facebook explosion

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Vorrei dilungarmi, la recente esplosione di facebook su scala nazionale meriterebbe una approfondita analisi sociologica; solo che sto giocando a poker, sto vincendo l’astronomica cifra di 1$ e 30cent, il momento è topico e non posso distrarmi troppo. Quindi accennerò appena al fatto che fra le altre cose permette a mentecatti di tutti i tipi di spiare e rimanere aggrappati alla vita degli altri (forse perché la propria non è soddisfacente o vuota, chissà) pur permettendo a questi di ignorarli e vivere sereni.

Non è il caso, dicevo, di soffermarsi su questo. Invece, si potrebbe e si dovrebbe dir molto sull’importanza del concetto di social network e su tutte le implicazioni che ha; ma questo lo lascio alla mia amica blogstar che non solo si intende di queste cose, ma ne scrive pure su un blog che adesso non mi viene in mente; a me invece va di sottolineare in particolare quello che mi sembra l’uso principale che,almeno gli italiani, fanno di facebook.

Per prima cosa cercano gli amici e i colleghi che già hanno e frequentano nella vita di tutti i giorni. Non so quanto questo sia utile, visto che comunque già esistono mail, messenger a iosa, blog etc, e non mi pare che per questo facebook sia particolarmente innovativo. Al massimo è più "pratico", in particolare per condividere foto e pubblicare mini-blog, in pratica per emulare, in piccolo e in forma semi-privata, quello che twitter fa su scala più ampia.

L’altra cosa per la quale mi sembra che facebook venga principalmente usato è ritrovare tutti quei vecchi compagni di scuola che per un motivo o per l’altro si erano persi per strada. O anche che non te ne fregava niente di frequentare e quindi appena uscito dalle medie/elementari/superiori hai rimosso dalla memoria. "Come cavolo si chiamava il secchione del primo banco che prendevamo sempre in giro???" "Ma la bionda del 4°D come faceva di cognome??" etc. etc.

Io ho facebook da qualche anno: uno, due, una cosa del genere: me l’ero fatto quando in Italia ancora era praticamente sconosciuto, perché ne avevano parlato in un articolo e volevo verificare non so più cosa. Allora di italiani ce n’erano pochissimi, e non avevo mai cercato nessuno, né usato facebook. Solo da qualche settimana, la mia mail è stata tempestata di notifiche di gente che chiedeva di essere mia amica. Prima gli amici che vedo tutti i giorni (e che magari mi vogliono come vassallo a Knighthood, ’sti drogatacci), poi magari qualcuno che ho trovato io, poi gli amici degli amici che sono anche miei amici… poi qualche collega… insomma, il gruppo si è allargato sempre di più. Ma la cosa notevole, la cosa che mi ha fatto più piacere è stato ricevere fra le richieste quelle di diversi miei compagni di liceo… Io al liceo non ero certo una star; si, nella classe ero uno di quelli bravi, però non ero certo il più figo, il più simpatico o il più qualsiasi cosa… Ero abbastanza anonimo, come adesso. E vedere che tutta ’sta gente si ricorda di me al punto da cercarmi su facebook… boh, non lo so, mi fa piacere.

Certo quando cominceranno a cercarmi i giocatori che ho espulso in quasi 15 anni di arbitraggio (fra basket e calcio) comincerò a preoccuparmi un pochino invece…

4 Risposte to “The Facebook explosion”

  1. 1
    alesstar dice:

    ancora co sta storia della blogstar??? O_o eddai, che poi la gente ci crede, e io non voglio essere una blogstar, manco per niente. che si stanno tutti scannando tra di loro e a me non me ne frega ceppa.

  2. 2
    Alice dice:

    io mi sono iscritta giusto per vedere se qualcuno mi aggiunge… per il resto non mi sembra così entusiasmante come dicono. -.-’

  3. 3
    Marco dice:

    @aless: se se, vabbe’. Intanto hai avuto la nominascion. :P@Alice: per dire la verità, vecchi compagni di scuola a parte, nemmeno a me. Quando lavori negli uffici dove messenger, yahoo et simili sono bloccati, però, risulta comodo per chattare. :)

  4. 4
    alesstar dice:

    che nominascion??? ma che dici??? O_o a me non mi si fila nessuno, e non voglio nemmeno che mi si filino troppo!

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