Domenica 1° Marzo. Finalmente la mezza maratona, la RomaOstia, la "mezza più partecipata d’Italia", a sentire gli organizzatori. Sono 3-4 anni che corro, ma questa gara ho sempre avuto paura di farla; colpa delle salite, anche se in genere in salita non vado male rispetto ai runner del mio livello. Sarà che non ho mai corso più di quei 21Km, e l’unica altra volta che l’ho fatto, a Lisbona nel 2005, avevo finito con grandi difficoltà per via delle vesciche ai piedi. Ma quest’anno dovevo onorare la coppa di categoria, non tanto meritata, che l’allenatore della squadra aveva voluto assegnarmi. Ecco a che serve fare tante gare!
Il tempo non è dei migliori: è coperto e tira un leggero vento, ma almeno non si muore di caldo. Arriviamo col pullman alla partenza, scendiamo e il pullman riparte per aspettarci all’arrivo. Faccio il riscaldamento con la squadra, indossando le buste modello clochard che l’organizzazione prepara ogni anno per scaldarsi prima della partenza. Dopo un po’ rimaniamo io e il mio compagno d’allenamento Simone, lui si che è bravo. Molto più lento di me all’inizio, ma con la costanza, la passione e la tigna adesso va molto più forte di me.
Qualche minuto, ci incolonniamo nelle immense griglie di partenza e poi via. Primo tratto in discesa, ci districhiamo dalla massa e partiamo. Primi chilometri intorno ai 4.50/Km, e già era un po’ troppo. Dovevamo andare intorno ai 5.05/Km, così ci eravamo detti, ma in gara io spingo sempre di più, vado sempre più forte. Il che è un bene, quando si tratta di gare che reggo… ma se poi arrivi a metà gara che non hai più benzina, qualche problema ce l’hai…
Raggiungiamo i peace maker delle 2.00h, 1.55h, 1.50h… e si va, superiamo anche la salita del camping, con Simone che soffre un pochino ma mi sta dietro, io tutto sommato reggo bene e lo porto su. Siamo al 9°Km, ancora la strada è lunga.
Al 12° comincio ad essere stanco: non sento il bisogno di fermarmi, ma il corpo comincia a dirmi "Ohé, ma che davero davero voi ariva’ fino a laggiù??"… Si, perché Ostia comincia ad essere visibile. Al 15° invece sono davvero stanco, comincio a contare i chilometri che mancano e a dirmi "ancora uno, ancora uno a questo passo poi rallenti e lasci andare Simone, non serve a niente tenerlo qui"…
So che in allenamento sono arrivato almeno fino al 17° e quindi non voglio mollare prima… invece mi molla Simone, che ha problemi di tachicardia e deve fare qualche secondo camminando. Io so che se mi fermo non riparto più, e vado via come posso. Ma manca poco: arrivo sul lungo mare e non ce la faccio più, sotto l’arco dei 18Km mi devo fermare.
Stanchezza, si, non avevo i 4:55 nelle gambe, e forse nemmeno i 5.00… Ma il problema vero è stato un altro: avevo le gambe a fuoco!
La nostra è una piccola squadra. Dignitosa, allegra, multietnica e con qualche atleta veramente forte, ma piccola. Quest’anno l’allenatore era riuscito a farci avere il completo da gara nuovo, e io per farlo contento non avevo rinunciato a mettere i famigerati pantaloncini da podista, quelli corti corti e sgambati. Risultato: ustioni da sfregamento con carne esposta nell’interno coscia!!! Purtroppo non ho delle gambe da fondista, le cosce si allargano all’altezza della vita e con quei pantaloncini non posso correre. Al 18Km (e meno male che ormai pioveva!) mi dava un po’ fastidio, e gli ultimi chilometri li ho dovuti fare alternando corsa a camminata. Peccato, ho chiuso con una media di 5:18/km, vanificando la buona partenza… Almeno ho un PB ancora battibile per la prossima volta, ma adesso come adesso la voglia di correre è tanta, e la forma è poca…
Come dimostrato anche dalla corsa che ho fatto la settimana successiva a Tor Tre Teste.
Allenamento al Parco di Tor Tre Teste at EveryTrail
Avrei voluto fare 15Km, ma dopo solo 11, anche qui, ho dovuto mollare… Non è un bel periodo per me.
















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